L’anno che si apre per l’OSI. Parola a Barbara Widmer
Data di pubblicazione
12 gennaio 2023
Direttrice artistica (ad interim) dell’OSI in tandem con la Direzione Amministrativa di Samuel Flury, Barbara Widmer ha alle spalle un’esperienza con l’Orchestra pluri-decennale. Ideatrice del programma “be connected”, la sua visione è portare l’Orchestra della Svizzera italiana fuori dai contesti tradizionali per incontrare nuovi pubblici, con particolare riferimento ai giovani.
Barbara, quando hai iniziato la tua attività nell’Orchestra della Svizzera italiana e come si è evoluto il tuo ruolo nel tempo?
Il mio percorso all’Orchestra della Svizzera italiana inizia nel 2010, quando ancora ero studente a Zurigo: stavo cercando un posto di lavoro a metà tempo e mi è arrivata un po’ casualmente una magnifica telefonata dall’allora Direttore artistico-amministrativo dell’OSI Denise Fedeli, telefonata andata a buon fine. Da allora, eccomi all’Orchestra.
Inizialmente il mio titolo…
Nel 2023 scadrà il contratto OSI-SSR. In tema di sostegno economico-finanziario, quali sono le prospettive future dell’OSI?
Quello del finanziamento della FOSI è certamente un tema attuale, sul quale tuttavia è prematuro sbilanciarsi.
Il legame tra l’OSI e il nostro Conservatorio è molto forte: penso ai numerosi studenti del CSI che hanno vinto il concorso e sono entrati a far parte dell’OSI, come Robert Kowalski, ma anche ai grandi concerti insieme al LAC e all’annuale appuntamento con i solisti del CSI. Come valuti questa relazione e quali spunti di sviluppo vedi in questo ambito?
Sicuramente il Conservatorio della Svizzera italiana è per noi un importante partner. Dagli eccellenti studenti che escono dalla scuola ai progetti comuni: l’ormai consolidato appuntamento con il concerto al LAC con la vostra Orchestra è certamente l’apice della collaborazione. Una bellissima…
OSI e Città della Musica: quali sono le tue valutazioni su questo grande progetto musicale per il territorio?
Direi: finalmente! In una realtà piccola come la nostra Lugano credo che sia un importante punto di partenza per le istituzioni musicali della Svizzera italiana. Concentrare tutte le forze culturali della regione sarà per tutti una grandissima ma al contempo interessantissima sfida, nonché un’eccellente fonte di ispirazione: dalla storia, all’archivio, all’esecuzione musicale, con diversi target di età, diversi approcci, ma accomunati tutti dal medesimo credo: la Musica.
Facilitare l’accessibilità, educare alla musica e connettersi (ormai questa parola mi appartiene) a tutta la comunità sono per me i tre mandati principali che le istituzioni culturali/musicali devono offrire e credo che un centro come quello che sarà la Città della Musica possa solo agevolare il lavoro.