Una “Città della Musica” a Lugano. Ne parliamo con Roberto Badaracco

Il ritratto di Roberto Badaracco

Data di pubblicazione

03 November 2022

La costruzione di grandi poli concertistici è un modello di sviluppo culturale ampiamente diffuso nelle grandi città di tutto il mondo. Più raro, invece, è trovare modelli di produzione e diffusione musicale che abbiano come cuore pulsante la formazione dei giovani musicisti e la specializzazione delle competenze di settore. Quest’ultima è proprio l’idea della Divisione Cultura per Lugano: costruire una _Città della Musica_ nello stabile della Radio a Besso in cui, a partire dal Conservatorio della Svizzera italiana, trovino sede anche altre organizzazioni eccellenti di tutta la filiera musicale –  tra cui l’OSI, il Coro della RSI e I Barocchisti, la RSI, la Fonoteca nazionale svizzera.
In questa prospettiva, una _Città della Musica_ a Lugano si rivelerebbe essere un polo formativo e culturale che non ha eguali in Svizzera. Per guardare il progetto da vicino abbiamo incontrato…

Nel 2020 la Divisione cultura ha avviato uno studio statistico sul settore musicale di Lugano e recentemente ne ha presentato i risultati, che mostrano un panorama sorprendente: oltre 7mila persone si occupano di musica nell’area di Lugano (circa l’11% della popolazione residente). Da dove origina questa attrattività di Lugano sulla musica, secondo lei?
Questa dinamicità è da ricondurre innanzitutto ad un’importante tradizione concertistica a Lugano, che ha radici già a fine Ottocento con i concerti organizzati al Castello di Trevano dal barone von Derwies e in seguito dal musicista e compositore Louis Lombard. Dal secondo dopoguerra è poi andata consolidandosi una vera e propria programmazione concertistica “luganese” (dai “Giovedì musicali di Lugano” al Kursaal alla Primavera concertistica al Palazzo dei Congressi, fino all’attuale LuganoMusica) grazie alla presenza sul…

Lugano panoramica 2 (CC) Creative Commons

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